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STUPINIGI – VENARIA

Distanza

49.1 km

Dislivello

268 m

DURATA

Una giornata

Partenza

Torino

Arrivo

Torino

Un giro coast to coast di Torino… In questo caso Reggia to Reggia. Immersi nella natura e nei boschi della periferia cittadina i due edifici Sabaudi, Palazzina di caccia Stupinigi e Reggia di Venaria Reale sono due tra le attrazioni torinesi assolutamente da visitare dove, presso la corte dei Savoia, si sono espressi con grande impegno artistico e tecnico i migliori architetti e artisti del XVIII secolo.

Continua…

La Regione Piemonte collaborando con alcuni comuni limitrofi ha ricostruito gli antichi sentieri di caccia all’interno del Parco naturale ma non solo, ha anche creato vari percorsi ciclabili immersi nel verde adiacente alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Inoltre grazie al progetto “Corona Verde”  incominciato nel ‘600 con Castellamonte, entrambe le residenze sabaude sono inserite nella cintura verde dell’area metropolitana di Torino; l’obiettivo è quello di riqualificare e riscoprire l’identità del territorio torinese, ricco di unicità, modellando con rispetto il paesaggio e facilitando gli spostamenti dalle aree urbane alle mete d’interesse come queste. Torino è per eccellenza una città barocca ricca di contaminazioni artistiche che sin dal 1700 operarono alla corte dei Savoia; ne è massimo esponente il messinese Juvarra che contribuì anche alla progettazione della Basilica di Superga oltre che alle due Regge e ai portici di Porta Susina e Porta Palazzo.

Tornando alla nostra pedalata, il percorso è rettilineo, godibile e alla portata di tutti i biker che amano conciliare la scoperta del territorio con un’attività salutare come la bici. Quasi interamente ciclabile il percorso inizia dal centro torinese dove si trova TurinBike. Continuando su Via Sacchi arricchita dai bellissimi portici siti in diverse zone di Torino, il corso diventa poi Unione Sovietica. Sentirai di esser giunto a destinazione una volta uscito dalla città e superato il fiume Sangone da Torino. Comunque si arriva in poco più di 10 km.

Subito la vista viene rapita dal cervo sovrastante la cupola dell’edificio. L’originale cervo è esposto nella sala appena entrato nella palazzina e ti farà subito percepire l’emozione che provavano i nobili quando si recavano presso il re per tenere spensierate battute di caccia e prendere decisioni onerose liberando i pensieri in un ambiente maestoso, modificato da personalità diverse che lo hanno abitato nel corso della storia. All’interno vi sono stanze, ale, giardini, gabinetti adibiti a funzioni diverse su indicazione del Re Amedeo II di Savoia e di chi ha vissuto il palazzo. Tra queste la bellissima anti cappella di Sant’Uberto che condivide con la Reggia di Venaria il nome di uno degli edifici (seppur quella della Reggia sia una vera e propria Chiesa). Inoltre sono fantastici i mobili con cui il palazzo è stato arredato nel corso degli anni, tra questi i cabinet tipici in stile “Versaille”, librerie, commode , fauteuil intarsiati con legno di diverse tonalità, riccamente dorati e impreziositi dalla ricerca di materiali come l’ebano di cui Boulle, ebanista del Re Sole, aveva lanciato la moda; e ancora stupendi i quadri e gli affreschi come quelli nella Sala dei Ritratti dove sono esposte circa 50 tele raffiguranti la discendenza dei Savoia. Da 100 anni è anche sede del Museo dell’Arredamento e ospita mostre artistiche di livello internazionale.

A Stupinigi se vi volete riposare un attimo c’è il caffè Villa Reale proprio adiacente alla struttura: cornetti, caffè e delizie con vista Palazzina in un ambiente di ampio respiro, carico di storia.

Poi si riparte in direzione della Reggia di Venaria la seconda meraviglia sabauda che visiterai. Passando per Torino attraversi Mirafiori fino a Pozzo Strada dove c’è il Parco Ruffini molto vasto e utilizzato dai torinesi come il Valentino per praticare attività sportiva e camminare nel verde. Dopodiché ti accorgi di essere arrivato in zona Montegrappa quando costeggi la Tesoriera, l’elegante parco cintato in cui all’interno è inserita Villa Sartirana chiamata Tesoriera poiché fu eretta per il tesoriere generale dello stato sabaudo Ferrero di Cocconato strettamente legato alla corte di Vittorio Emanuele II. Probabilmente non riuscirai a scorgere molto del parco vista la cinta, ma dal cancello, da cui vi si accede, si può vedere già qualcosa. A questo punto non manca molta strada da fare fino alla Reggia dopo che inizierai a scorgere alla tua destra il fiume Stura. Lambendo il grosso Parco della Pellerina e lo Juventus Stadium arrivi a Venaria.

Entrando in Venaria passi per l’antica via Maestra oggi via Andrea Mensa interrotta a metà dalla piazza centrale a forma di medaglione, Piazza dell’Annunziata. La forma della piazza è molto curiosa poiché assomiglia a quella del medaglione del collare dell’Annunziata simbolo dei cavalieri sabaudi. Tra i prodotti gastronomici della zona, da provare è il Canestrello di Altessano così chiamato per via dei cesti (canestri) dove venivano conservati i dolci dopo averli cucinati; in passato si chiamavano “nebule” cialde di farina e burro, utilizzate come compenso oltre a vino e zucchero per le rappresentazioni di attori-chierici. Il materiale di costruzione usato in prevalenza nel centro storico ti farà godere di un’atmosfera serena in cui i colori chiari degli edifici risaltano e donano regalità, costanza e un senso di organizzazione del luogo che fin dal dominio dei Savoia rappresentava un punto strategico-politico e di attività venatoria. Attraversata la città si sfocia nella magnifica e scenografica Reggia di Venaria Reale. Il complesso è enorme e comprende la città di Venaria, restaurata insieme al suo centro storico e i suoi vicoli progettati da Castellamonte, le infrastrutture, il Borgo Castello della Mandria con il suo parco (totalmente ciclabile e meritevole di una visita), le circa 30 cascine e ville interne, i terreni abbandonati e ora riqualificati a giardini. Il parco è accessibile al contrario di Stupinigi e qui potrete osservare come il paesaggio sia totalmente studiato nei minimi dettagli e geometrico quasi a voler esaltare una padronanza sulla natura propria di quest’epoca di grandi scoperte scientifiche e tecnica. Puoi ammirare qui fuori i resti del Tempio di Diana dea della caccia; una volta era bellissimo, bagnato su tutti i lati dalla pozza artificiale in cui era inserito al centro, sede di riposo e svago cortigiano. Durante la ristrutturazione vista l’estrema qualità della fattura dei marmi che la componevano si è pensato di utilizzarli anche per le colonne della chiesa di S. Uberto; il tempio venne smantellato per via della visione filofrancese di Vittorio Emanuele II che nel 1700 lo fece sostituire da fantasie di canali d’acqua e dettagli alla francese. Ogni nobile presente alla corte doveva esaltare le sue capacità per accaparrarsi un posto tra le grazie del re e mantenere alto il suo status; proprio cosi è potuta nascere una delle massime espressioni del barocco italo francese come la Reggia di Venaria, lampante esempio di come diverse personalità sono riuscite a rendere particolare e unica ogni sua parte dalla Sala di Diana, alla Galleria Grande in stile Versailles alle scuderie del famoso Juvarra, sino al progetto ideato in toto dal torinese Castellamonte.

Il giro si conclude alla Reggia e da qui puoi ritornare indietro verso il negozio facendo la stessa strada del ritorno con più calma e pieno di cose da raccontare sulle due bellezze sabaude.

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Questo è un percorso dedicato agli amanti dell’architettura e della storia. Un giro per scoprire curiosità e aneddoti sui Savoia visitando le due Regge sabaude, in passato entrambe tenute di caccia del Re.

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